venerdì 4 aprile 2014

L'sos dopo la piena a Vicenza

Passa la piena, scende i livello dei fiumi, svanisce la paura ma restano i problemi. Mentre l'acqua scura di Retrone e Bacchiglione lentamente scorre verso sud, a Vicenza si contano i danni dopo la lunga emergenza. Achille Variati tira un sospiro di sollievo guardando al proprio territorio: «È andata bene». Ma non può nascondere sotto il tappeto una serie di criticità emerse tra domenica e lunedì, soprattutto lungo l'asta del fiume minore. ARGINI DISTRUTTI. Il sindaco guarda in primis a monte del ponte di via Maganza. Lì si sono concentrati gli interventi di Protezione civile, Genio e Consorzio di bonifica. «Purtroppo - afferma con amarezza il primo cittadino - ci aspettiamo delle fragilità lungo gli argini del Retrone. Sarà compito del Genio civile radiografare la situazione, ma si è già detto preoccupato. E noi di conseguenza». Il problema è serio. Così come la causa. «Nutrie, tassi e volpi - spiega il sindaco - stanno bucando gli argini; in alcuni tratti da parte a parte. Contrariamente al passato le barriere di terra devono sopportare una pressione minore e se l'acqua filtra all'interno si rischia il collasso». Variati si dice pronto a rivolgersi alla Regione e alla Provincia. «Ora basta. Non possiamo permettere che migliaia di roditori mettano a repentaglio l'incolumità di cittadini. Devono essere presi, uccisi o spostati. Subito». TANGENZIALE DA SISTEMARE. Non ci sono solo i fiumi a preoccupare. Variati guarda anche a ovest «dove - attacca - ancora una volta è stata chiusa la tangenziale per un allagamento di 30 metri. Non è possibile. Questo problema va risolto». Il sindaco non ci sta e va all'attacco. «È un fenomeno noto. Si crea un piccolo lago perché c'è un avvallamento vicino alla rotatoria. Ma non è irrisolvibile. L'autostrada deve rispondere. È fondamentale tenere aperta la tangenziale». ZONA STADIO KO. Dovrà rispondere anche Acque Vicentine. E questa volta il mirino dell'amministrazione è puntato in zona stadio «dove - ammette Variati - l'esame non è stato superato». Le pompe non sono servite per evitare gli allagamenti e più di venti condomini si sono trovati anche 20 centimetri di acqua all'interno di cantine e garage. «Serve un lavoro strutturale - indica il sindaco - per sostituire le condotte che sono vecchie. Il sistema idraulico va migliorato e non regge questi quantitativi di acqua». L'intervento non sarà da poco. «Servono 1,5 milioni, ma la società deve rispondere perché i residenti non possono rimanere in tali condizioni». ASTICHELLO INVASO. Tra le nuove preoccupazioni c'è anche l'Astichello che ha messo a dura prova via dei Molini («Abbiamo detto alle Poste che siamo disponibili a dare loro ospitalità in via Torino») e San Vito di Saviabona. Serve un intervento. E anche qui la soluzione è una sola: «Dobbiamo creare un piccolo invaso - annuncia il sindaco - perché il fiume non regge il cambiamento climatico. È arrivato oltre il limite nei giorni scorsi». DRENAGGI DAL MOLIN. Altre operazioni importanti dovranno essere svolte al Dal Molin.Ancora una volta strada Cresolella è finita sott'acqua «e il problema nasce perché sono stati interotti i drenaggi al Dal Molin. Bisognerà intervenire dopo la bonifica». COLOMBARETTA & CANTINA. Non c'è niente da fare per via della Colombaretta, dove è stata fatti evacuare una coppia di anziani, mentre quattro utenze sono rimaste a lungo senza corrente. «È un'area golenale». Così come è difficile intervenire in centro storico, in prossimità del Retrone, dove si sono verificati allagamenti in alcune cantine. IL BACCHIGLIONE REGGE. Ci sono anche buone notizie. E qui si torna a guardare il Bacchiglione. «Il centro - conclude Achille Variati - ha retto molto bene. I lavori che sono stati svolti in passato, ad esempio in viale Trento e Allegri, hanno superato l'esame. Con molta acqua scesa dal cielo».

Nessun commento:

Posta un commento